Il sintomo di esordio per eccellenza del neuroma di Morton è il dolore al piede. Il dolore è acuto e si localizza in corrispondenza della fibrosi del nervo e, a volte, in sede è possibile palpare un piccolo nodulo. Molto spesso, al dolore, si aggiungono altri sintomi, come:
Vuoi capire l’origine del tuo problema e strutturare il percorso fisioterapico migliore per risolverlo definitivamente?
Qualora tu le avessi, portaci prescrizioni mediche, risonanze e Rx. In questo modo potremo valutare insieme la situazione e stabilire il miglior percorso da fare per affrontare il tuo problema e risolverlo rapidamente. Se non le hai e sono necessarie, le potremo fare rapidamente da noi.
Il neuroma di Morton è una patologia dolorosa del piede, causata dall’ispessimento dei nervi sensitivi plantari che passano tra i metatarsi. Insorge a qualsiasi età, anche se l’esordio è più comune nei soggetti tra i 40 e 60 anni, soprattutto donne.
Il nervo più frequentemente interessato è il “terzo plantare”, che innerva terzo e quarto dito del piede, più raramente può coinvolgere gli altri nervi.
Il motivo del coinvolgimento del terzo nervo risiede nell’anatomia del piede: lo spazio tra terzo e quarto metatarso (sede di passaggio nel terzo nervo) è più stretto rispetto al resto delle articolazioni metatarsali; questo aumenta la possibilità di attrito tra nervo e ossa e, quindi, di irritazione e ispessimento del nervo stesso.
Sai come è fatto il piede? Per comprendere il neuroma di Morton nel suo complesso, scoprire l’anatomia può essere un valido aiuto.
Il linea generale ti basta sapere che il piede è costituito da una componente scheletrica e una tendinea e legamentosa.
Le ossa sono piccole, di dimensioni diverse e numerose, per questo è utile suddividerle in tre macrogruppi:
Parallelamente alle ossa del metatarso decorrono i nervi plantari che, raggiunte le falangi, si ramificano nei nervi digitali con lo scopo di innervare le dita del piede.
Il terzo nervo, quello coinvolto nel neuroma di Morton, appartiene a queste strutture.
Ora che hai un’idea più chiara della struttura del piede puoi anche intuire più facilmente quali cause sono alla base di questo disturbo.
Abbiamo detto che il neuroma di Morton consiste in un irritazione di un nervo plantare che, per attrito, si ispessisce fino a formare una fibrosi che, nei casi più gravi, è palpabile manualmente.
Non esiste una vera e propria causa del neuroma di Morton, ma sicuramente ci sono dei fattori di rischio che predispongono il soggetto:
Se hai dolore localizzato al piede la prima cosa che devi fare è rivolgerti a uno specialista.
Un’attenta anamnesi sarà fondamentale per inquadrare il problema e condurre un corretto esame obiettivo. A volte per raggiungere la diagnosi è utile integrare lo studio delle immagini strumentali, gli esami più efficaci sono:
Una volta ottenuti tutti gli elementi necessari, lo specialista potrà fare diagnosi di neuroma di Morton e guidarti verso il trattamento più adatto a te.
In base alla gravità del disturbo e alle esigenze del paziente, il neuroma di Morton può essere trattato seguendo due approcci diversi:
In prima battuta è quasi sempre consigliato il tentativo meno invasivo e quindi non chirurgico.
Il trattamento conservativo prevede l’utilizzo di tutti i mezzi efficaci per la riduzione del dolore e prevede:
La fisioterapia per il neuroma di Morton, è varia e mira alla risoluzione dei sintomi, in prima battuta, e della causa del problema, quando modificabile.
Il fisioterapista inizialmente sceglierà le terapie più efficaci per il controllo del dolore, ne sono esempi:
Superata la prima fase, il percorso riabilitativo sarà adattato al recupero funzionale per il ritorno alla “normalità” del paziente e allo sport.
La fisioterapia comprenderà:
Terminata anche questa fase, il paziente può continuare il suo percorso con:
L’approccio chirurgico, per il neuroma di Morton, predilige le tecniche mininvasive. Si incide la zona con un piccolo taglietto e si asporta il neuroma. L’intervento non comporta la denervazione ma può provocare una minima perdita di sensibilità nella zona delle dita. Il paziente dovrà indossare una scarpa specifica per un periodo di tempo di circa due settimane e avere delle accortezze. Per questo, e per il recupero generale, a volte è consigliabile un breve periodo di fisioterapia a seguito dell’intervento.
Testo di Elisa Piccioni
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