Il bacino, consistente nella parte finale del tronco e nel punto in cui si articolano gli arti inferiori, è formato da quattro ossa unite insieme
Per quanto riguarda le ossa iliache, invece, esse costituiscono la parte laterale e anteriore del bacino e sono formate da tre parti su entrambi i lati:
I due rami pubici, quello di destra e quello di sinistra, chiudono anteriormente il bacino, incontrandosi a livello della linea centrale e costituendo la sinfisi pubica. A livello del pube, si inseriscono i tendini di numerosi muscoli. Tra cui:
Con il termine pubalgia, si è soliti indicare un’infiammazione a carico dei tendini che arrivano alla zona del pube. A soffrirne di più sono gli sportivi, soprattutto i calciatori, ma anche i giocatori di rugby e i corridori. Ancora non è chiaro il motivo di tale infiammazione, ciò è dimostrato dal fatto che gli studiosi parlano di almeno 72 cause scatenanti. Non solo: di difficile individuazione è anche il muscolo colpito e, inoltre, spesso la sintomatologia cambia da una persona all’altra.
Secondo la maggior parte degli studiosi, esistono alcune cause più rilevanti di altre, che spesso sono associate insieme. Si tratta di patologie a carico di:
Non mancano però studi che mettono in relazione la patologia con altre problematiche come:
Anche la sintomatologia spesso non aiuta nella diagnosi: solo il 12% dei casi riporta un dolore esteso sia alla parte destra che alla parte sinistra. Il 40% dei casi riferisce un dolore nella regione degli adduttori dell’anca e solo il 6% dei casi riferisce dolore nella zona della parte inferiore dell’addome. Il dolore presenta intensità variabili: si passa dal semplice fastidio con un dolore di tipo progressivo, sino al dolore acuto già alla comparsa tale da compromettere la normale vita del paziente, causando incapacità a svolgere le attività quotidiane come la deambulazione, il vestirsi, la salita e la discesa delle scale. In alcuni casi, il dolore può estendersi fino a tutta la muscolatura addominale e adduttoria, fino ad arrivare agli organi genitali, creando dei possibili errori nell’individuare la patologia.
Se si dovesse avvertire un dolore tipico, come descritto nei paragrafi precedenti, è bene consultare un medico o affidarsi a mani esperte. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, che possono essere suggeriti, i più consueti sono:
Una volta fatta la diagnosi, è importante seguire un iter fisioterapico. Dopo una prima fase antalgica e con la riduzione dell’infiammazione, l’obiettivo è allungare la muscolatura della gamba in primo luogo e poi di tutta la parte posteriore, grazie a un programma di rieducazione posturale globale.
In un secondo momento, si deve arrivare a rinforzare la muscolatura addominale e la muscolatura adduttoria. Molto importante, inoltre, è fare l’attenzione agli esercizi di equilibro e propriocezione.
Per quanto riguarda l’allungamento dei muscoli adduttori, si possono fare alcuni esercizi come:
Per quanto riguarda gli esercizi di rinforzo degli adduttori, si possono eseguire degli esercizi semplici e cauti con l’aiuto di una soft ball o una palla di spugna:
Per quanto riguarda gli esercizi di rinforzo degli addominali, soprattutto il retto dell’addome:
Per quanto riguarda, invece, il lavoro di propriocezione ed equilibrio:
Per una buona risoluzione della patologia, inoltre, è importante non perdere tempo pensando che il fastidio si risolverà da solo.
Testo di Sara Patarchi
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