La coxalgia o dolore all’anca, può manifestarsi a seguito di:
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La coxalgia non è una vera e propria patologia, infatti, il termine può essere tradotto letteralmente con “dolore all’anca” (coxa= anca e algia=dolore). Solitamente la coxalgia non è altro che la manifestazione dolorosa di altre patologie a carico dell’anca o di deviazioni congenite e posturali. Proprio per questa ragione il dolore all’anca può manifestarsi in forme e tempi diversi, in base alla causa scatenante. Anche nella diagnosi è corretto, e necessario, scoprire da dove parte il dolore: il focus degli accertamenti sarà la patologia, o condizione clinica, di cui la coxalgia è la manifestazione. Il trattamento avrà come primo obiettivo quello di diminuire il dolore e poi di curare la patologia che ne è causa primaria, tramite fisioterapia, terapia farmacologica o, nei casi più gravi, per via chirurgica.
Grazie all’anca l’uomo è in grado di stare in piedi, di camminare e correre. L’anca è costituita da una struttura scheletrica sorretta e stabilizzata da muscoli e legamenti. Le ossa che la compongono sono:
Il femore (osso della coscia) si inserisce, con la sua porzione più in alto (testa del femore), in una cavità presente nel bacino chiamata acetabolo. Per questa sua costituzione, ossia la presenza di una sfera che si inserisce in una porzione concava, l’anca, non solo è una delle articolazioni più grandi del corpo, ma gode anche di un’ampia libertà di movimento. La vascolarizzazione e la diminuzione dell’attrito tra le componenti ossee sono garantite dal liquido sinoviale e dalla cartilagine articolare.
L’artrosi d’anca (coxartrosi) è la patologia che più frequentemente si manifesta con dolore all’anca, colpisce soprattutto gli adulti. Si tratta di una patologia cronica, di tipo infiammatorio che porta a degenerazione della cartilagine dell’anca. È una patologia progressiva, nel momento in cui la cartilagine arriva ad uno stato di degenerazione grave inizia la sintomatologia: in un primo momento si manifesta con dolore all’anca e in un secondo momento, conduce ad una limitazione dei gradi di mobilità dell’anca.
Con il termine artrite indichiamo uno stato infiammatorio che coinvolge una o più articolazioni, nel nostro caso l’anca. I sintomi con cui generalmente si manifesta sono:
Esistono diversi tipi di artrite: artrite reumatoide e osteoartrite sono le più comuni, poi la spondilolite anchilosante, la spondilosi cervicale, la gotta e molti altri.
Il dolore all’anca può essere provocato anche da deformità congenite dell’anca, ne costituisce un esempio displasia congenita. Si tratta di una malformazione congenita che porta la testa del femore ad allontanarsi dalla cavità che la dovrebbe contenere (acetabolo). Questa condizione mette alla prova la stabilità dell’anca, spesso infatti si può andare incontro a lussazione dell’anca. La malformazione parte dallo stato intrauterino, ossia quando il bambino è ancora nella pancia, e le cause sono non solo genetiche, ma possono dipendere dalla posizione del bambino durante la gravidanza (es posizione podalica o seduta) o da un’estrema lassità legamentosa già presente durante la gestazione. La displasia deve essere curata dai primi giorni di vita del neonato tramite riabilitazione, l’utilizzo di tutori speciali o cuscinetti che posizionano la testa del femore correttamente nell’acetabolo, e nei casi più gravi va risolta per via chirurgica. Quando non si agisce in maniera opportuna nei modi e nei tempi, tale condizione accompagnerà a vita il paziente causando dolore all’anca, e deviazioni posturali antalgiche o di protezione dalla sensazione di instabilità dell’articolazione.
Ovviamente la coxalgia può essere anche la conseguenza di traumi. Descrivere tutte le possibili modalità traumatiche sarebbe impossibile, possiamo parlare ad esempio di frattura del femore e quindi del dolore che ne deriva, di traumi degli sportivi e tendiniti dovuti a scorretti movimenti, o di lussazioni. Poniamo l’attenzione su quest’ultima modalità di trauma. Infatti, la lussazione traumatica è una delle cause più comuni di coxalgia. Si tratta della perdita di contatto dei capi articolari: la testa del femore esce dalla concavità che la contiene (acetabolo) a seguito di un evento a forte impatto.
In tutti i casi si deve intervenire con le giuste modalità per controllare il dolore, limitare i danni strutturali a livello scheletrico e muscolo-legamentoso, e poi per il recupero funzionale dell’anca.
Come abbiamo detto la coxalgia è di per sé un sintomo. Non possiamo parlare di sintomi specifici ma questi sono strettamente connessi alla patologia che causa il dolore all’anca, e quindi variano con questa. Ad esempio, in caso di coxartrosi, il dolore avrà un’insorgenza subdola e sarà dipendente dal movimento: più acuto nel momento in cui ci si attiva dopo un lungo periodo di stasi nella stessa posizione. Quando invece il sintomo ha un esordio rapido e improvviso è sicuramente legata ad un trauma. Spesso il dolore all’anca è associato alla zoppia di fuga, uno schema alterato del passo in cui si cerca di scappare dal momento di carico sull’arto dolorante. Il dolore all’anca condurrà anche ad una rigidità articolare per cui gran parte della mobilità dell’anca sarà limitata.
Presa visione di quanto detto, come ci dobbiamo comportare quando abbiamo dolore all’anca? In caso di coxalgia acuta o duratura nel tempo, è necessario sottoporsi a una visita medica specialistica. Il medico specializzato, dopo aver ascoltato la sintomatologia e valutato lo stato clinico tramite un esame obiettivo, deciderà se sarà necessario approfondire o meno l’indagine con esami strumentali per avere chiarezza sulla causa del dolore:
Il trattamento della coxalgia consiste nella cura della patologia scatenante. In tutti i casi è comunque necessario porsi come primo obiettivo quello di eliminare il dolore, che spesso può diventare invalidante per le normali attività quotidiane e limitare la qualità di vita. Il trattamento del dolore può comprendere diverse modalità di approccio, ad esempio:
Testo di Elisa Piccioni
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